
mercoledì 6 luglio 2011
Giochi con la Luna
venerdì 24 giugno 2011
Pulcinella sulla luna....!
La notizia della luna abitata da strane creature alate si era sparsa raggiungendo anche l'Italia e una versione della storia raccontata dal New York Sun fu pubblicata a Napoli nel 1836. Perfino Pulcinella viene scomodato per occuparsi della faccenda, immaginando un suo viaggio sulla Luna per accertarsi della veridicità della storia:
"S’io no lo bbevo/ s’io non lo ttocco/ io no lo credo/ non mme lo mmocco!"
Stampe napoletane del 1836 ci illustrano come Pulcinella pensa di raggiungere la Luna.
Si prendono due robuste catene e si attaccano da una parte al Molo Beverello di Napoli e dall'altra alla Luna. Basta poi una barca a vela, con delle ruote dentate che si infilano come ingranaggi negli anelli delle catene e se manca il vento c'è sempre un soffietto!!!
E' interessante notare che in alto nella stampa viene illustrato il telescopio di Herschel che guarda verso la Luna, inquadrando una città lunare nella quale gli abitanti alati costruiscono a loro volta un grandioso telescopio con cui osservare a loro volta la Terra!
Un'altra stampa illustra il ritorno sulla Terra di Pulcinella, che scende brindando al successo dalla sua barca a vela, le cui catene sono già arrotolate:
"Mirabbilia aggio visto e aggio toccato /Ercel le scoperte toje frietelle /io cchiù sfunno de te songo arrivato /e aggio visto cose strane e belle/’n faccia a sta vela videle pittate ".
E infatti notiamo che sulla vela sono rappresentati gli straordinari animali che popolano quel mondo lontano.
Gli abitanti della luna hanno le ali
Nell'estate del 1835 si consumò uno degli scherzi giornalistici più feroci che si ricordino. Richard Adams Locke, nipote del grande filosofo e redattore del New York Sun, si chiedeva come attirare l'attenzione di un pubblico piuttosto distratto nei confronti delle grandi scoperte di astronomia che si erano registrati in quegli anni.
Decise allora di pubblicare una serie di articoli nei quali riportava le ultime scoperte di John Hershell, figlio di William Hershell, lo scopritore di Urano.
L'ignaro astronomo si trovava a cape Town, in Sud Africa, dove aveva fatto costruire un nuovo telescopio per studiare il cielo Australe. Il giornalista esagerò in modo del tutto inverosimile la potenza del nuovo telescopio, descrivendolo come un oggetto quasi miracoloso in grado di svelare dettagli estremamente piccoli. E mai visti prima.
Si vedevano cascate, laghi, canyon e, udite-udite, gli abitanti della Luna: antropomorfi, nudi e... alati, vista la bassa gravità del satellite.
I resoconti delle incredibili scoperte di Hershell andarono avanti regolarmente per settimane, durante le quali il Sun divenne il quotidiano più letto del mondo. A quel tempo le notizie viaggiavano a bordo delle navi, e potevano volerci settimane o mesi prima che una notizia giungesse dall'America al Sud Africa. Così lo stillicidio potè durare un bel po'.
La bufala ebbe risonanza mondiale, ma non tutti ci cascarono. A Napoli, che in fatto di bufale non poteva tollerare di essere seconda a nessuno, fu elaborata una risposta nientemeno che da Pulcinella in persona.
La solitudine della luna
Per tutta la notte,
I grilli invocarono:
“O Luna! Grande Luna…”
Per tutta la notte,
I rami con quelle braccia protese,
I cui sensuali sospiri
Si levavano verso l’alto,
La brezza della sottomissione
Ai comandi di dei sconosciuti e misteriosi,
Migliaia di respiri segreti nella vita recondita della terra,
La lucciola in quel volo circolare e luminoso,
Il ticchettio sul tetto di legno,
Leila dietro il velo,
E le rane nello stagno
Tutti insieme, tutti insieme ininterrottamente
Fino all’alba invocarono:
“O Luna! Grande Luna…”
Per tutta la notte,
Brillò la Luna sulla terrazza.
La Luna
Era il solitario cuore della sua notte.
Lacrime risplendenti d’oro stava piangendo.
Forugh Farrokhzad, poetessa iraniana
La luna secondo Jakob Lorber, mistico sloveno
La Luna e' un mondo desolato e triste. Le sue due facce hanno una composizione diversa: quella rivolta alla Terra ha una massa spugnosa, le cui zone piu' compatte emergono come montagne mentre le piu' molli si sprofondano a formare nicchie e imbuti; l'altra parte invece si presenta come una zona terrestre ben compatta, dove l'acqua e' simile (come densita') all'aria della Terra, mentre l'aria e' simile all'etere tra Sole e Terra.
Sulla parte rivolta verso la Terra non c'e' aria, ne' acqua, ma sul fondo dei crateri piu' profondi c'e' dell'aria atmosferica che, se vista con potenti telescopi, sembrerebbe acqua.
Nella parte opposta, invece, c'e' la vita: essere umani, animali domestici, acquatici, piccoli uccelli e insetti, piante, acqua e nubi. Lo scopo "materiale" di questo satellite e' principalmente quello di assorbire e distribuire il magnetismo della Terra, mentre lo scopo "spirituale" e' di accogliere i fanatici delle cose mondane, provenienti dalla Terra, e renderli maturi per la Grazia divina.
La Luna, dunque, e' un vero e proprio "istituto di correzione spirituale".
La luce lunare ha la proprieta' - solo su alcune persone - di influire sui nervi vitali, in modo che l'anima, attraverso la sua facolta' visiva, puo' percepire le cose piu' occulte. Queste persone sono particolarmente influenzabili quando dormono e sognano, per il fatto che la loro anima e' di origine lunare.
Soprattutto nel plenilunio, i sonnambuli si sentono fortemente attratti verso il luogo da dove sono pervenuti e in cui vissero prima di essere incarnati sulla Terra. Solitamente sono di animo molto buono e mansueto, e proprio percio' il loro corpo viene piu' facilmente posseduto da parte di una o piu' anime maligne che sulla Terra avevano vissuto con grande inclinazione alla sensualita' e all'egoismo. Per tale motivo essi vengono incitati a grande umilta' e a trovare poco piacere nella vita, poiche', a causa della possessione, diventano molto caparbi, sensuali, inclini alla prepotenza e al litigio, chiusi in se stessi e maliziosi, anche se non sono mai completamente cattivi. Possono venire guariti attraverso la preghiera, il digiuno e l'imposizione delle mani nel Nome del Signore.
Ci sono anche sonnambuli le cui anime provengono da altri mondi, come pure sonnambuli che, per varie cause, hanno il sangue che contiene maggiori quantita' di elementi metallici, e cio' determina - a causa del fatto che non e' la luce lunare ad influire direttamente ma e' la luce solare che respinge molto fluido magnetico dalla Luna alla Terra - una saturazione dei nervi, e allora l'anima si separa dal corpo e costoro tentano di salire sui tetti o sui campanili dove c'e' minor fluido magnetico che li opprime. Quando l'anima rientra poi nel corpo, essi non ricordano nulla.
Possono venire rapidamente guariti attraverso l'imposizione delle mani di un vero credente nel Signore e mediante dei bagni freddi.
Le anime dei defunti che sulla Terra amarono sopra ogni cosa e ad ogni costo tutto cio' che e' del mondo e che erano completamente privi di amore verso Dio e verso il prossimo, vengono confinate sulla faccia della Luna sempre rivolta al nostro Pianeta.
In questo modo, tali esseri spirituali, avvolti in una tenue, aeriforme veste materiale, possono ammirare da li' a sazieta' la loro bella Terra per alcune migliaia di anni e possono cosi' compiangere se stessi per non esserne piu' gli avidi ed avari abitanti. Essi percepiscono ancora le sensazioni materiali, come il freddo, il caldo ecc. e conservano il ricordo di aver vissuto agiatamente sulla Terra, possedendo beni e godendo di considerazione. Ora pero' si trovano soli e abbandonati a se stessi, soffrono la fame e la sete; questa triste condizione e' necessaria per disabituarli dalla loro eccessiva brama del mondo e pian piano si persuadono che tutti i tesori e beni terreni - che amavano cosi' tanto - altro non erano che cose illusorie e senza valore.
Una volta riconosciuto cio', inizia il loro perfezionamento.
Gli abitanti della Luna che si trovano sulla parte sempre rivolta al nostro Pianeta sono - come abbiamo ora detto - le anime dei fanatici materialisti vissuti sulla Terra.
Hanno una specie di corpo di una consistenza molto vaporosa da apparire quasi del tutto trasparente, sono piccoli di statura, di color grigio scuro e dall'aspetto triste(4).
Sulla parte opposta, invece, a causa del terribile freddo e dell'insopportabile calore, gli abitanti hanno dei corpi strutturati diversamente da quelli degli uomini terrestri. Hanno una vita fortemente interiore e meditativa, vivono in caverne sotterranee oppure in grotte e spelonche entro le montagne e si cibano di piante da radici, come ad esempio patate, rape, carote, che vengono seminate all'alba e si maturano alla fine del "giorno" o ciclo lunare di quattordici giorni. I seleniti sono alti poco piu' di 60 centimetri e assomigliano agli abitanti terrestri delle popolazioni nane delle regioni artiche.
Il maschio e' piu' robusto della femmina, quanto un uomo terrestre lo e' rispetto a un fanciullo decenne. Per tale ragione i maschi sono di una tenerezza estrema con le loro donne, e le portano a cavalcioni sulle spalle. La donna partorisce solo due volte in tutta la sua vita: una di giorno generando quattro maschi, e una di notte generando quattro femmine.
Tutti i seleniti sono dotati della seconda vista e vengono istruiti interiormente nella conoscenza di Dio. I loro corpi possono venire posseduti dagli spiriti degli uomini terrestri libidinosi, affinche' possano migliorare liberandosi dalla loro frenesia mondana.
Infatti, se per un selenita e' una gioia portare la propria donna sulle spalle per tutta la vita, per un libidinoso terrestre incarnato nel corpo del selenita diventa una nausea, e rimane talmente saziato della voluttuosa carne che non vuole mai piu' averne a che fare.
sabato 18 giugno 2011
Il viaggio sulla Luna di Luciano di Samosata
Verso il mezzodì, sparita l'isola, un improvviso turbine roteò la nave, e la sollevò quasi tremila stadi in alto, né più la depose sul mare: ma così sospesa in aria, un vento, che gonfiava tutte le vele, la portava. Sette giorni e altrettante notti corremmo per l'aria; nell'ottavo vedemmo una gran terra nell'aria, a forma di un'isola, lucente, sferica, e di grande splendore. Avvicinatici e approdati scendemmo: e riguardando il paese, lo troviamo abitato e coltivato. Di giorno non vedemmo niente di là; ma di notte ci apparvero altre isole vicine, quali più grandi, quali più piccole, del colore del fuoco, e un'altra terra giù, che aveva città, e fiumi, e mari, e selve, e monti: e pensammo fosse questa che noi abitiamo.
Avendo voluto addentrarci nel paese fummo scontrati e presi dagl'Ippogrifi, come colà si chiamano. Questi Ippogrifi sono uomini che vanno sopra grandi grifi, come su cavalli alati: i grifi sono grandi, e la più parte a tre teste: e se volete sapere quanto son grandi immaginate che hanno le penne più lunghe e più massicce d'un albero d'un galeone. Questi Ippogrifi dunque hanno ordine di andare scorrazzando intorno alla terra, e se incontrano forestieri, di menarli dal re: onde ci prendono e ci menano da lui.
Il quale vedendoci e giudicandone ai panni, disse: Ebbene, o forestieri, siete voi Greci? E rispondendo noi di sì: E come, ci dimandò, siete qui giunti, valicato tanto spazio d'aria? Noi gli contammo per filo ogni cosa; ed egli ci narrò ancora dei fatti suoi, come egli era uomo, a nome Endimione, e come una volta mentre dormiva fu rapito dalla nostra terra, e venne qui, e fu re del paese Questa, egli disse, è quella terra che voi vedete di laggiù e chiamate la Luna. State di buon animo, e non sospettate di nessun pericolo, ché non mancherete di tutte le cose necessarie. Se condurrò a buon fine la guerra che ora faccio agli abitanti del Sole, voi vivrete presso di me una vita felicissima.
.......
Noi lo stesso giorno siamo condotti nel Sole con le mani dietro il dorso legate da un filo di ragnatela. Pensarono non di espugnare la città, ma ritiratisi fecero un muro nell'aria frapposta, sicché i raggi del Sole non giungevano più alla Luna. Il muro era ben grosso e di nuvole: onde ne venne una totale ecclissi della luna, che fu tutta ricoperta di una fitta oscurità. Sforzato così Endimione mandò ambasciatori a pregare di togliere quel muro e non farli vivere così nelle tenebre; promise di pagare un tributo, di mandar aiuti e di non far più guerra; e per questo offrì anche ostaggi. Fetonte due volte tenne consiglio coi suoi: nel primo giorno non vollero udire accordi, tanto erano sdegnati; ma il giorno appresso fu deciso altrimenti, e fu fatta la pace con queste condizioni.
Questi sono i patti della pace " che fecero i Solani e gli alleati loro coi Lunari e i loro alleati: che a i Solani diroccheranno il muro, e non irromperanno più nella Luna; renderanno i prigionieri per le taglie che saranno convenute; che i Lunari lasceranno libere le altre stelle governarsi da sé, non porteranno le armi contro i Solani, ma li aiuteranno e combatteranno con loro se qualcuno li assalirà; ogni anno il re dei Lunari pagherà un tributo al re dei Solani in diecimila anfore di rugiada, e però saranno dati diecimila ostaggi; la Colonia in Espero sarà mandata in comune, e potrà andarvi chiunque altro vorrà. Questi patti saranno scritti sopra una colonna d'elettro piantata nell'aria ai confini dei due regni. Li giurarono da parte dei Solani l'Infocato, l'Accalorato, l'Infiammato; e da parte dei Lunari il Notturno, il Mensuale, il Rilucente " .
Così fu fatta la pace, demolito il muro, e noi con altri prigionieri restituiti. Quando tornammo nella Luna ci vennero incontro ad abbracciarci con molte lacrime i compagni e lo stesso Endimione, il quale ci pregò di rimanere con lui, e di far parte della Colonia, promettendomi in moglie il figliuol suo, perché lì non ci sono donne. Ma io non mi lasciai persuadere, e lo pregai ci rimandasse giù nel mare. Come egli vide che era impossibile persuadermi, ci convitò per sette giorni, e poi ci rimandò.
Ma conterò una cosa più mirabile di questa. È quivi una specie di uomini detti Arborei, che nascono a questo modo. Tagliano il testicolo destro d'un uomo, e lo piantano in terra: ne nasce un albero grandissimo, carnoso, a forma d'un fallo, con rami e fronde, e per frutti ghiande della grossezza d'un cubito. Quando queste sono mature, le raccolgono e ne cavano gli uomini. Hanno i genitali posticci; alcuni di avorio, i poveri di legno, e con questi si mescolano e si sollazzano coi loro garzoni. Quando l'uomo invecchia non muore, ma come fumo vanisce nell'aria. Il cibo per tutti è lo stesso: accendono il fuoco, e su la brace arrostiscono ranocchi, dei quali hanno una gran quantità che volano per aria; e mentre cuoce l'arrosto, seduti in cerchio, come intorno a una mensa, leccano l'odoroso fumo e scialano. E questo è il cibo loro. Per bere poi spremono l'aria in un calice, e ne fanno uscire certo liquore come rugiada. Non orinano, né vanno di corpo, e non sono forati come noi, ma nella piegatura del ginocchio, sopra il polpaccio. È tenuto bello fra loro chi è calvo e senza chiome: i chiomati vi sono aborriti; per contrario nella Cometa i chiomati sono tenuti belli, come mi fu detto da alcuni che c'erano stati.
Hanno i peli un po' sopra il ginocchio, non hanno unghie ai piedi, ma un solo dito tutti. Sul codrione a ciascuno nasce un cavoletto, a guisa di coda, sempre fiorito, che, se anche uno cade supino, non si rompe. Quando si soffiano il naso cacciano un miele molto agro, e quando fanno qualche fatica o esercizio da tutto il corpo sudano latte, dal quale fanno formaggio con poche gocciole di miele. Dalle cipolle spremono un olio denso e fragrante, come unguento. Hanno molte viti che producono acqua; i grappoli hanno gli acini come grandini; e io penso che quando qualche vento scuote quelle viti, si spiccano quegli acini, e cade fra noi la grandine. La pancia loro è come un carniere, vi ripongono ogni cosa, l'aprono e chiudono a piacere, e non vi si vede né interiora né fegato, ma una cavità pelosa e vellosa, per modo che i bimbi quando hanno freddo vi si appiattano dentro. Le vesti i ricchi le fanno di vetro mollissimo, i poveri di rame tessuto; ché nel paese è molto rame, e lo lavorano, spruzzandovi acqua, come la lana. Che specie di occhi hanno, ho un po' di vergogna a dirlo, perché temo di esser tenuto bugiardo, ma pur lo dirò. Hanno gli occhi levatoi, e chi vuole se li cava e se li serba quando non ha bisogno vedere; poi li pone, e vede. Molti avendo perduti i loro se li fanno prestare per vedere, e i ricchi ne hanno le provviste. Le orecchie poi sono fronde di platano; quelli che sbocciano dalle ghiande le hanno di legno.
E un altra meraviglia vidi nella reggia. Un grandissimo specchio sta sopra un pozzo non molto profondo; chi scende nel pozzo ode tutte le parole che si dicono da noi sulla terra; e chi riguarda nello specchio vede tutte le città e i popoli, come se li avesse innanzi: e io ci vidi tutti i miei, e il mio paese: se essi videro me non saprei accertarlo. Chi non crede tutte queste cose, se mai monterà lassù, saprà come io dico il vero.
martedì 14 giugno 2011
Canzoniere Lunare
Pero me voy a tomar un traguito ahora
Y se que lo que mas espero
Lo mas que se me enamora
Tres, siete, diez
Ya no me ves
Pero se aleja
Digo tu nombre
Ya sab(e)ras quien es
Soy el perro a tus pies
Que te muerde la costilla
La entreabría y la luna se sienta en su silla
¿Qué tomas lunita y porqué estas tan amarilla?
Bueno, ya estoy cansada y mis hijas ya me llaman viejita
El pelo tan seco y mi piel ya no brilla
Pero el mundo es tuyo, esta noche eres mía
Así que…
Quédate, quédate luna
Quédate, quédate luna
Quédate, quédate luna
Quédate, quédate luna
Mira a dios en el aire, mira a dios en el mar
Yo te doy toda mi vida para oírte cantar
Oye a dios en el viento, prueba a dios en la piel
Dios vive afuera y adentro también
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Dímelo, dímelo luna
Yo no me he tomado
Pero me voy a tomar un traguito ahora
Y se que lo que mas espero
Lo mas que se me enamora
After midnight
Out in the moonlight
Just like we used to do
I'm always walkin'
After midnight
searching for you
I walk for miles
Along the highway
Well that's just my way of saying I love you
I'm always walkin'
After midnight
Searching for you
I stopped to see a weeping willow
Cryin' on his pillow
Maybe he's crying for me
And as the skies turn gloomy
Night winds whisper to me
I'm lonesome as I can be
I go out walkin'
After midnight
Out in the moonlight
Just hoping you may be
Somewhere walkin'
After midnight
Searching for me
I stopped to see a weeping willow
Crying on his pillow
Maybe he's crying for me
And as the skies turn gloomy
Night winds whisper to me
I'm lonesome as I can be
I'm out walkin'
After midnight
Out in the moonlight
Just hoping you may be
Somewhere walkin'
After midnight
Searching for me
Pink moon is on its way
And none of you stand so tall
Pink moon gonna get you all
It's a pink moon
Hey, it's a pink moon
It's a pink, pink, pink, pink, pink moon.
It's a pink, pink, pink, pink, pink moon.
I saw it written and I saw it say
Pink moon is on its way
And none of you stand so tall
Pink moon gonna get you all
It's a pink moon
Yeah, it's a pink moon
I spoke too soon
And how much did it cost
I was dropped from
The moonbeam
And sailed on shooting stars
Maybe you'll
Be president
But know right from wrong
Or in the flood
You'll build an Ark
And sail us to the moon
Sail us to the moon
Sail us to the moon
Sail us to the moon
and all that you see
All that you taste
All you feel.
and all that you love
and all that you hate
All you distrust
All you save.
and all that you give
and all that you deal
and all that you buy,
beg, borrow or steal.
and all you create
and all you destroy
and all that you do
and all that you say.
and all that you eat
And everyone you meet
and all that you slight
And everyone you fight.
and all that is now
and all that is gone
and all that's to come
and everything under the sun is in tune
but the sun is eclipsed by the moon.
venerdì 10 giugno 2011
martedì 7 giugno 2011
Le parole che scrivo
sabato 4 giugno 2011
Labirinto
Labirinto come zona performativa ed espositiva.
L’esposizione racconta alcuni dei luoghi visitati nelle notti e li connette tramite un percorso.
Il sentiero sarà accidentato, pieno di oggetti e parole luccicanti che vi distrarranno dal logico filo conduttore dei luoghi e degli eventi.
Il percorso raccontato nel percorso si compone di tappe piene di significato. La loro importanza è espressa nelle parole delle persone che abbiamo incontrato. Da loro abbiamo imparato nuovi nomi per strade e piazze, vecchie parole per invocare la luna, modi diversi di guardare il cielo e la terra.
Nel labirinto ci saranno: immagini; cibi da toccare; parole luminose; specchi; giochi di ombre; misteriose creature lunare che intrigandovi trasformeranno anche voi ( vi dipingiamo la faccia d’argento).
Per l’istallazione sono necessari: teli/tende lunari, fili colorati, pittura brillante, trucchi per la faccia, porporina argentata, specchi rotti, pidgin cibi, luci/faretti/led….
Inoltre abbiamo bisogno di collaboratori e dell’aiuto di tutti!!!! Se volete, siamo alla ricerca di materiale audio, video, foto, parole, disegni e racconti degli incontri fatti durante la notte… Ogni contributo è ben accetto!!!
venerdì 3 giugno 2011
PIDGIN WALK. From Piazza Vittorio to the Moon!

mercoledì 1 giugno 2011
venerdì 27 maggio 2011
Ombre, luci, lune
mercoledì 25 maggio 2011
Compagni di viaggio #1
Telefonata a casa? Che se po fa’? Non me convincete proprio pe’ gnente
Dai te diciamo sì no. Fai delle domande.
Allora: è un programma televisivo?
No
E’ ‘na cazzata tra amici?
Beh sì! Quasi….
Ma almeno è ‘na bella cazzarata che c’avrà una fine o è ‘na cazzarata che poi s’andrà a deteriorà?
Alla fine eh…Quand’è la data della fine?
15 giugno
siete tutti invitati…
Stamo a annà sulla luna
Stamo a annà sulla luna
State a ‘nnà sulla luna?! Guarda che ‘n ce so mai annati fino a adesso: ner sessantanove, ragazzi ve do no scup, nun c’è annato nessuno sulla luna. Nun ce credete. Perché era ‘mpossibbile.
E’ esattamente il punto di vista nostro: noi nun ce crediamo a questa storia però la tecnica ci offre la possibilità di andarci.
Come no! Adesso sì adesso sì
Adesso sì infatti adesso è arrivato il momento giusto
Io sto ancora..Spegni er motore che c’avemo poca benzina, accendi solo la batteria vai! Vai! OOK! ‘N euro e sessanta ar litro che te credi!
Intanto piate er giornale
Er giornale se legge ar contrario?
Come te pare, da tutte le parti
Ah. Vabbè, me lo leggo dopo con calma…Lo mettemo dentro perché adesso me sa che me ne leggo trequattro de giornali
E nsomma? Diteme…E nsomma stavamo a dì: adesso c’avemo la possibilità de annà sulla luna
Stamo a annà sulla luna
Ok
Bisogna capì. Prima, alla fine se ci pensi bene quando hanno fatto sta finzione che ci sono andati non c’erano interessi: tutti stavano bene, l’economia galoppava
Vabbè. America co Russia stavano ‘n competizione
America co Russia sì è vero
I soliti stronzi
Mo la competizione non c’è però…però adesso invece è una necessità invece andare sulla luna perché qua
Qua è finito tutto ragazzi
Finito tutto!
Cioè ragazzi qua è finito eh! ‘namosene il più presto possibile, però…Fateme venì co voi!
EH AAAH OOOOOOOOOH CLAP CLAP CLAP
Er fondotinta ce l’avete? Pe’ sbianca’. ‘Nsomma? Sulla luna. Via Morfetta ve porta sulla Togliatti, poi sulla luna…piano piano…Dalla Togliatti, devi pià er raccordo c’arivi prima
Nun ho capito qual è la situazione. Je stai a dì la verità dimmela pure a me!
Allora, il gate di partenza sta a via Prenestina novecento?
TREDICI
Novecentotredici
Ce staa…
Costruiamo il razzo lì
Do sta aspetta dimme l’altezza
Eh novecentrotredici hai presente dove sta decatlon?
Mbè?
Eh lì vicino uno se l’è piato decatlon e l’altro se l’è piato la NASA
Ah lì vicino…allora state freschi ancora avoja a camminà. Da qua dovete partì?
No, da Piazza Vittorio, siamo partiti da Piazza Vittorio. Noi ogni due venerdì, da mezzanotte all’alba, camminiamo
…No….Ma davero…? Oddio pure voi state fuori come me? Davero siete un gruppo de bruciati che camminate pure voi?
Te cammini?
Porco Giuda se cammino! Io cammino sempre, ‘a notte, cè camminamo sempre
E ‘nsomma camminate e ve divertite a fa ste cose così pe’ poi fa’ un rilegaggio e….?
Dobbiamo costruire questo razzo per la luna
È er razzo?
No quella è una luna simbolica
Quella è una zattera, galleggia quella
Er razzo lo costruiremo al metropoliz
Quello che vendeva i gins?
La fiorucci!
Questa ex-fabbrica…de prociutti
Ah, ok, a posto. E quindi là fate er razzo. Che poi farete tipo er fuoco d’artificio...?
Faremo il razzone…e poi vediamo
A me me preoccupate….no non me preoccupate è una de tra tante cose che viaggio io…e direi che è strana che ce viaggiate pure voi…e quindi chi che mannamo sulla luna? Er razzo, basta.
NO NOI TUTTI NO CI ANDIAMO NOI
Ho capito ho capito ho capito in senso metaforico ok. Io voglio venì sulla luna co voi quindi io ogni venerdì mattina….
NO!
EH SI!
NO, SERA!
UNO SU DUE LA SERA!
‘A NOTTE!
‘A notte! No perché io dico mattina perché….così perché intendo dopo mezzanotte…no mattina…melaverde dico sempre così
E te perché cammini la notte? Do vai?
Io cammino la notte perchè, cè, so arivato a un punto de quasi scoionamento diciamo. Te dico la verità non tutto è scoionamento..de tutto ciè de tutto proprio, tanto prima o poi se dovrà cambià. E quindi gnente, nel frattempo cammino. Viaggio.
Dove vai?
No adesso sto qua, ndo vado! No se guido la macchina…Carcola che sta a guidà la macchina lui senza patente, perché gliel’hanno levata. Se la guido io me la levano pure a me allora dimo: “Nun famo piove sul bagnato tanto a te già te l’hanno levata: che cazzo te levano?”. Capito che te voio dì? E quindi portamo la macchina ma nun s’allontanamo più de tanto, stamo qua ‘ntorno qua dentro. Se qualche carabiniere ce fa compagnia….se famo du chiacchiere…E quindi sulla luna..ex Fiorucci…e quando si partirebbe? Il quindici giugno.
Il quindici giugno arriva lì questo gruppo di giovani a costruire il razzo e si parte ad ottobre
A ottobre?! E st’estate?
St’estate si lavora al razzo.
Comunque che spettacolo ciè io te dico la verità m’hai preso in un momento di viaggio particolare e io nun ce sto a capì un cazzo, però me me piace sta cosa. Pensa che cazzo è successo adesso! Nun l’avrei mai pensato che io al Quarticciolo incontravo…Sto razzo pe la luna, se va sulla luna…
Ma stai a venì o no?
Io vengo ciè io mo mi accollo TACCHETE ciè mo venerdì mattina m’aggrego proprio a voi, spettacolare!
poesiola di gianni rodari
tuffi non se ne fanno:
non c'è una goccia d'acqua,
pesci non ce ne stanno.
Che magnifico mare
per chi non sa nuotare!
(Gianni Rodari)
lunedì 23 maggio 2011
mercoledi 25 maggio prima lezione sulla luna
Francesco Sylos Labini (astrofisico CNR)
conferenza: "la distanza dalla luna"
a seguire cena peruviana
via prenestina 913
venerdì 20 maggio 2011
POESIE GIAPPONESI

KOKINWAKASHU#1
Ecco, canta il cuculo,
nella quinta luna,
stagione dell'Iris,
e smarrito sono
in un labirinto d'amore.
Hototogisu
naku ya satsuki no
ayamegusa
ayame mo shiranu
koi mo suru kana
KOKINWAKASHU#2
Ah, cuculo,
era sogno o realtà
quella voce che sentii nella penombra
quando mi levai e lasciai l'adorata
nell'alba rorida di rugiada?
Hototogisu
yume ka utsutsu ka
asatsuyu no
okite wakareshi
akatsuki no koe
KOKINWAKASHU#3
Se io aspettassi l'alba
schiudersi quel prezioso scrigno,
la gente sussurrerebbe il tuo nome,
e così me ne vado nella notte fonda,
ma sono in ansia per gli occhi indiscreti
Tamakushige
akeba kimì ga nahi
tachinubemi
yo fukaku kos o
hito mikemu ka mo
KOKINWAKASHU#4
Da una parte o dall'altra,
non c'è come orientarsi
in questa montagna
ove, vago e indistinto,
canta l'uccel invocatore
Ochikochi no
tazuki mo shiranu
yamanaka mo
yobukodori kana
venerdì 6 maggio 2011
idee per andare sulla luna
forse quando sono arrivati sulla luna.... non si aspettavano che avesse degli abitanti...
ma hanno un razzo per tornare sulla terra però...?
sono fuggiti...e noi... che faremo?
oppure....con strumenti ....di ..????...
giovedì 5 maggio 2011
LUNA BELLA

Luna bella
al tuo bianco chiaror
qualcuno mi pensa
e mi vuol bene ancor.
Luna bella
c'è chi prega per noi
e che vuol ritrovarmi
e lo vuol con tutto il cuor...
E anche se non ho idea
quando ti vedrò
io chiedo alle stelle
di proteggerti però...
E se una ninnananna
triste il vento canterà
mia cara perchè so
che anche lei l'ascolterà
Luna bella
se amor resisterà
ci ritroveremo
in un mondo
dove il sogno
è realtà...


