Visualizzazione post con etichetta francesco d'aliesio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta francesco d'aliesio. Mostra tutti i post

venerdì 30 settembre 2011

Transmission "Urban Spaces"

Bando TRANSMISSION “URBAN SPACES”


GIOVEDI 6 OTTOBRE 2011


TRANSMISSION un progetto che nasce dalla stretta collaborazione tra la Claypool's Family e i Vjit, con l'intento di organizzare serate dal concept urbano. Djset, live, visual art e installazioni in un'atmosfera underground rappresentano il contenuto dell'evento, con lo scopo di coinvolgere artisti emergenti.


Dj Set e Live Set Techno vengono accostati ad un ambiente in cui la percezione viene alterata da video proiezioni e mapping in real time.

Le esposizioni artistiche caratterizzano la serata trattando tematiche urban che sono suggerite al pubblico.

In particolare la serata del 6 Ottobre approfondirà il tema degli Urban Spaces, "non luoghi", spazi abbandonati della città, riscoperti e recuperati artisticamente.


"I nonluoghi sono incentrati solamente sul presente e sono altamente rappresentativi della nostra epoca, che è caratterizzata dalla precarietà assoluta (non solo nel campo lavorativo), dalla provvisorietà, dal transito e dal passaggio e da un individualismo solitario. Le persone transitano nei nonluoghi ma nessuno vi abita."

"Nonluoghi" - Marc Augè


Tutti gli artisti interessati a partecipare possono compilare il form di adesione e inviarlo a

transmission.roma@gmail.com


È prevista, compatibilmente con le risorse dell’organizzazione e le esigenze degli artisti, una quota per il rimborso spese sostenute nella realizzazione dell’opera presentata.


La direzione artistica di Transmission ringrazia e augura a tutti voi buon lavoro.


About you


Nome: ………………………………………………………………………………………………..

Cellulare: ……………………………………………………………………………………………..

e-mail: ………………………………………………………………………………………………..

Skype: ……………………………………………………………………………………………

Myspace: ………………………………………………………………………………………..

Website: ……………………………………………………………………………………………..

Facebook:…………………………………………………………………………………………..

Il tuo Urban Artwork

Titolo:…………………………………………………


Descrizione opera:

…………………………………………………………………………………………………………………

…………………………………………………………………………………………………………………

…………………………………………………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………………………………………….

……………………………………………………………………………………………………………….


Preventivo costi

…………………………………………………………………………………………………………………


Allega un’immagine jpeg 300 dpi del bozzetto/progetto con relative dimensioni espresse in cm.


http://www.facebook.com/note.php?note_id=291833574176805



lunedì 11 luglio 2011

le mie considerazioni sulla luna

· L’INDETERMINATO ( il corso, le camminate, il fine, il mezzo, la vita )

Come l’indeterminato agisce su di noi? Cosa determina in noi? Come possiamo creare qualcosa di concreto passando per metodologie/esperienze indeterminate?

- L’indeterminato non è altro che il vuoto davanti a noi, inteso non come nulla, ma come entità spazio temporale in cui è possibile agire e dunque creare/determinare senza seguire degli schemi prestabiliti. Chiaramente quando ci si trova in questo stato, si è colti da un senso di spaesatezza, di confusione che coincide con l’approccio alla libertà. Talvolta noi esseri umani preferiamo essere in una condizione compresa tra diversi limiti, perché essendo il limite un punto fisso, certo, è l’elemento col quale porsi in rapporto e dal quale inizia generalmente una fase creativa/progettuale.

- Il ruolo che ricopre ciò che è incerto/indeterminato è quello di richiedente di uno sforzo introspettivo ed espressivo da parte nostra, nei confronti dello spazio e del tempo attorno a noi.

- Questo corso ha avuto questo carattere fin dall’inizio, non c’era un fine specifico, ne mezzi d’indagine già stabiliti. Ognuno di noi ha dovuto interrogarsi sul cosa fare e come farlo. Gli unici limiti a nostra disposizione erano lo spazio urbano, le persone e l’ambiente naturale. Considerando che ogni cosa per noi ha inizio dove c’è l’uomo e che l’uomo a contatto con lo spazio naturale determina uno spazio urbano dal quale e nel quale si determinano le miriadi di cose fisiche, intellettuali e sensoriali che tutti conosciamo, consegue che il nostro campo d’azione fosse a 360 gradi.

- Ora io credo che sia impossibile stabilire un metodo per indagare tutte le dinamiche che ci circondano, ed è per questo che si presenta la necessità di operare nell’indeterminato, secondo logiche spontanee e talvolta casuali. In questo modo ognuno osserva, riflette ed agisce su qualcosa di diverso, che lo interessa personalmente e che fa si che la sua personalità si esprima, accrescendo di conseguenza la propria conoscenza di sé.

- Credo, che questo sia stato in qualche modo il fine di questo corso, risvegliare ed accrescere in noi quello spirito umano, curioso e indagatore e creativo che dirige i pensieri e le azioni nella nostra vita.

· IL GIOCO ( il ruolo del gioco nel : corso, approccio con lo spazio, con la gente, con noi stessi )

- A fronte di quanto detto sull’indeterminato, forse, esiste un metodo non strutturato che può svolgere un ruolo importante nell’indagine e nello sviluppo delle potenzialità dei luoghi e delle persone; il gioco. Il gioco si presenta come un’attività non utilitaristica, volta a ricercare il piacre. Riusciamo a giocare quando siamo mediamente disinibiti, spontanei e sicuri di noi stessi, o quantomeno quando non siamo concentrati sul nostro auto giudizio. In questo stato siamo più liberi, sia rispetto a noi stessi, che rispetto agli altri e qualsiasi dinamica d’interazione con persone o luoghi viene facilitata. Tenendo a mente che il fine del gioco è il raggiungimento di uno stato di piacere, inconsciamente le interazioni che stabiliamo s’instaurano per mezzo del piacere, dando origine a risultati di buona qualità. Se al contrario la nostra interazione con luoghi o persone passa attraverso metodi non volti al piacere ma ad altro, come il guadagno personale, lo sfruttamente, il danno o l’utilitarismo, i risultati che otterremo non potranno essere di buona qualità.

- Credo che quindi, se tenessimo a mente questi fattori e trovassimo il modo di metterli in pratica, ognuno a modo suo compatibilmente con se stessi, potremmo riuscire a creare rapporti e luoghi di qualità, con e per le persone.

· I SENSI E LO SPAZIO ( il cieco, le percezioni dei contesti )

- CECITA’

Sentire i posti prima di vederli

Vedere i posti solo dopo esserci stati

Riconoscere i posti in una foto per esserseli immaginati a seguito di un racconto

Immaginarsi i luoghi e viverseli così

Cambiamento di un luogo tramite l’immaginazione

Autodeterminazione del luogo

- Il cieco ha un rapporto con lo spazio del tutto diverso dagli altri. In qualche modo, privato di poter godere del senso della vista, amplifica tutti gli altri e gode di cose che restano meno visibili agli altri. Camminare da cieco ti fa ascoltare di più il tuo peso a terra, e ti aiuta a visualizzare quello che c’è sotto i piedi. Leggeri dislivelli lungo una strada vengono più facilmente percepiti da un cieco che da un vedente. Diciamo che la vista cattura una buona percentuale della nostra attenzione e abbassa la sensibilità degli altri sensi. Un cieco dovendosi basare sul tatto, l’udito e sul racconto in diretta degli altri, deve fare uno sforzo d’immaginazione per collocarsi in un contesto. Questa immagine generata sarà per il cieco la sua unica realtà, e lo spazio se pur differente sarà per lui quella più o meno precisa immagine. Che non sempre tenderà a peggiorare il luogo per mancanza d’informazioni, in primis visive, ma anzi, nell’immaginario potrà essere migliore del reale. È ovvio che per cambiare i luoghi, la soluzione non è di bendarci e reimmaginare tutto; ma acquisire la capacità del cieco di vedere le cose non per come sono, ma per come si sentono è un gran passo verso il riconoscere le possibilità che uno spazio offre. Imparare a percepire gli ambienti intorno a noi senza statici preconcetti ci aiuterà ad esplorarne le potenzialità e a poter creare una nuova configurazione.

- Come quando ci mettiamo al letto, in silenzio ad occhi chiusi e iniziamo ad ascoltare. Ci rendiamo subito conto del respiro e del rumore che fa, dei movimenti respiratori del busto e del percorso dell’aria dentro di noi; cosi come i battiti del cuore, che non si sentono solo nel petto. A volte lo anche lo stomaco si fa sentire e piano piano prendiamo coscienza del nostro corpo e in quel momento capiamo meglio come siamo fatti, come funzioniamo. Lo stesso in qualche modo deve valere per lo spazio. E siamo noi a contatto con lo spazio e lo spazio a contatto con noi, interdipendenti, in relazione costante. Forse per questo motivo, gli edifici, gli ambienti in cui ci troviamo hanno una così forte e importante influenza su di noi a livello emotivo. Perché siamo legati da qualcosa. E l’esterno circostante entra in risonanza con il nostro interno.

· IL REALE ( metropoliz, la strada, società, l’azione )

- Credo che, tutti i discorsi, le riflessioni, le astrazioni, le filosofie di pensiero e le esperienze pratiche siano molto importanti per una persona che voglia agire nel mondo. E credo anche, che sia importante mantenere un buon contatto con la realtà, per non sfociare nel nulla. Ricordiamo che utilizziamo l’indeterminato per agire sul concreto e che sia come architetti, che come persone, per tentare di migliorare la vita della gente. Abbiamo approcciato alle camminate notturne e alle persone in modo giocoso e curioso, e abbiamo anche avuto modo di notare la realtà di certi contesti e di riflettere con serietà su determinate situazioni. Lo stesso vale per metropoliz, che è uno spazio crudo, dove delle persone si sono costruite una possibilità per il futuro, o comunque una certezza per il presente, che per quanto disagiato e precario rappresenta la base da cui poter rivendicare il diritto ad una vita dignitosa. Metropoliz è una lezione che mette in risalto la valenza dell’azione creativa.

· SULLA LUNA PORTEREI

- Un quaderno ed una penna. Per registrare le impressioni e le riflessioni fatte nel nuovo ambiente, nonché per disegnare i paesaggi lunari e la terra vista a distanza. Scrivere il punto di vista da una condizione di distacco dalle cose terrene.

- Una bottiglia d’acqua. Perché rappresenta la fonte di vita primaria.

- 2 biglietti di ritorno per la terra. Secondo me andare sulla luna può essere importante ed utile per comprendere meglio certe dinamiche terrestri e per poter ragionare sulla progettazione di spazi e politiche basate sull’equità e la comunità. In qualche modo andare sulla luna rappresenta la possibilità di ragionare in un luogo libero e vergine, al fine di sviluppare soluzioni da riportare sulla terra. Tornare sulla terra significa tornare alla realtà, nel concreto, significa tener viva la determinazione a cambiare le cose e ricordarsi che non vogliamo semplicemente fuggire dalla realtà, ma trovare un modo per cambiarla. I biglietti sono 2 per indicare la necessità di condividere le esperienze fatte e le cose imparate con chi ha partecipato al viaggio.

Andando sulla luna, andremo verso gli astri e forse impareremo ancor meglio ad astrarre concetti dal reale. Tornando, con i piedi per terra, saremo in grado di metterli in pratica.

Verso Luna

Astraverso l’universo.

All’inverso

Verso Terra, l’astrazione

Si fa azione

sabato 2 luglio 2011

Jack Kerouac - On the road (1959)

<< ora, ascolta, quel saxalto di ieri sera ce l’aveva, quella COSA… l’aveva trovata e non la mollava; non ho mai visto nessuno tenere una nota così a lungo. >> io volevo sapere cosa fosse la COSA. << ah, be’ >> Dean rise << ora mi chiedi l’im-pon-de-ra-bi-le… ehm! C’è quel tizio e ci sono tutti gli altri, giusto? Tocca a lui tirar fuori quello che hanno in mente tutti gli altri. Attacca col primo tema, poi organizza le idee, la gente, si, si, ma forza, vai avanti, e allora affronta il suo destino e deve suonare in modo adeguato. All’improvviso nel bel mezzo della ripetizione del tema gli viene… tutti alzano gli occhi e lui sa; lo ascoltano; e lui parte in quarta e tiene, riesce a tenere. Il tempo si ferma. Riempie lo spazio vuoto con la sostanza della vita, con le confessioni del suo basso ventre eccitato, con ricordi di idee, con ripetizioni di vecchie esibizioni. Deve suonare oltre i ponti e tornare indietro ed esplorare l’anima alla ricerca del motivo del momento, e con tanta intensità che tutti capiscano che non è il motivo che conta ma quella COSA… >> Dean non riuscì a continuare; sudava mentre parlava.

[…]

<< oh, ragazzi! Ragazzi! Ragazzi! >> gemette Dean. << e non è nemmeno l’inizio questo… e ora eccoci qua in viaggio verso est finalmente insieme, non l’abbiamo mai fatto insieme questo viaggio, Sal, pensaci, passeremo da Denver e scopriremo cosa stanno facendo tutti gli altri, non che ce ne importi molto, dato che noi sappiamo cos’è la COSA, e sentiamo il TEMPO e sappiamo che tutto va veramente BENE. >> poi sussurrò, prendendomi per la manica, sudando: << ora guarda per esempio questi qui davanti. Hanno le loro preoccupazioni, contano i chilometri, pensano a dove dormiranno stanotte, a quanto costerà la benzina, al tempo, a come ci arriveranno… e intanto ci stanno andando dove vogliono arrivare e ci arriveranno comunque. Ma hanno bisogno di preoccuparsi e di ingannare il tempo con assili falsi o altro, puramente ansiosi e lamentosi, e non si mettono l’anima in pace se non riescono ad agganciarsi a una preoccupazione stabilita e provata, e quando la trovano la loro faccia assume l’espressione adatta, di infelicità, cioè è chiaro, e intanto tutto passa loro accanto e lo sanno, questo, ed è un’altra cosa che li preoccupa incessantemente. Ascolta! Ascolta! “bene” >> attaccò, rifacendo il verso ai nostri compagni di viaggio, << “ora, non so… forse non dovremmo fermarci a far benzina in quella stazione. Ho letto di recente sul ‘National Petroffious Petroleum News’ che questo tipo di benzina è molto vischiosa, una vera schifezza, e qualcuno mi ha anche detto una volta che fa battere in testa il motore, e allora non so, be’, e poi non ho nemmeno molta voglia di fermarmi… ” capisci, Sal, capisci? >>. Mi dava feroci colpi nelle costole per farmi capire. Io cercavo di fare assolutamente del mio meglio.

domenica 12 giugno 2011

Freedom Corner

qualche sera fa ho conosciuto andrea, se la suonava e se la cantava al csoa la strada..l'ho trovato interessante e abbastanza fuori dal comune..quasi lunare potrei dire..gli ho proposto di venire a suonare con noi mercoledi al metropoliz..vi lascio il suo blog, e la sua pagina youtube, cosi potete vedere di che si tratta ed esprimere un parere!


mercoledì 8 giugno 2011

INFORMA D'ACQUA


8-9-10-11 GIUGNO
STRADART "INFORMA D'ACQUA
"
Un'esposizione di disegni, dipinti, fotografie, sculture e installazioni accompagnerà Stradart "Informa d'acqua": una rassegna artistica dedicata all'acqua, all'ambiente e all'informazione in vista dell’appuntamento referendario del 12 e 13 giugno.
Quattro giornate in cui si alterneranno spettacoli di teatro, presentazioni di libri, performace artistiche e musica dal vivo per creare un'atmosfera di socialità e di stimolo creativo. Un momento di riflessione su temi di attualità e soprattutto un luogo di arte e divertimento per una cultura autosostenibile e informata.
Il tutto avrà luogo nel centro sociale "La Strada" in via Passino 24, nello storico quartiere della Garbatella.
Ingresso: 5 euro (per chi partecipa a più di una serata sono previste riduzioni)

Per info: 06-51436006 stradart.it


domenica 22 maggio 2011

PAROLE IN GIOCO II

oggetti : carrello, cornetti, vassoio di carta, sedia. + l'art, tinte, assenza, lasciare il segno.

carrello
car-re-llo. ello. e'llo. è l'ora-re. orare.
è l'ora d'orare. è l'ora d'ora.
d'oro è l'ora d'ora.
ora è l'ora d'orare.
car-re. cor-re. corre. core.
d'oro, è l'ora d'ora, ed ora, è l'ora d'orar de core.

cornetti
cor-netti. cor-n-et-ti.
cor-en-et-ti.
core-en-te. cuore in te.
corre in te. corrente.
corre in te la corrente del core.
c'ore interno a te, la corrente del core.
c'or intern' a te, la corrent' el cor.
corre in te la corrente.
la corrente correinte.

vassoio di carta
va-s-so-io di c-art-a.
va-s-soi-o. o-si-va-o-so-iodi-c-art-a.
o si va o si odia. odi-a. odi andar.
odi and'art.
o si va o si ode andar.
osi andar ove si ode.
osi and'art ove si ode l'art.

l'art
l'art. l'arte. ar-te.
art-in-te. l'art in te.
in te l'art. intela l'art in te.
intela in-te-la. in te, è là.
è là l'art'in te. è l'artinté.

tinte
t-in-te. in-ten-ti.
t'intenti. t'inventi.
è l'art'intenti. è l'arte ch'inventi.
in te l'intenti dell'arte ch'inventi.
inteli in te l'intenti dell'arte ch'inventi.

in te l'intento d'esser libero come il vento.

sedia
se-dia. se-diamo. se-di-am'ore.
e dias. se dias. se sai-d.
se sai d'am'ore. se sai d'un dias d'am'ore.
se said d'un dias d'am'ore.
if said d'un dias d'am'ore, d'un dias d'am'ore sei stato fautore.

assenza
a-s-senza.
a-bc-de-senza. d'essenza.
senza essenza, essendo senso essenza, assensa è l'assenza del senso.
senza senso avanzo dell'essenza dell'assenza di senso; avendo essenza, l'assenza di senso, ha senso.

nell'essenza dell'assenza di senso, è senz'altro essenziale esser sensibili.

lasciare il segno
la-s-ci-are il se-gno. il se-gno-se-o-logico.
là-c'è-are, f-are, pens-are, and-are, guard-are, oper-are, cre-are.
là c'è l'are del sé. del sé gnoseologico. del sé che conosce.
là c'è l'are del sé gno-se o logico.


ps: essendo stato assente alle ultime 2 notti non so che altri oggetti avete raccattato durante le camminate..chi di voi se li ricorda se li posta qui, anche come commento, mi permette di continuare questo assurdo pidgin baggage! gra-zie

domenica 1 maggio 2011

PAROLE IN GIOCO

posto qualche esempio su come si può giocare con le parole..

gli oggetti : ramo di cipresso, 2 targhe, aspirapolvere, cartello, casco, bicchieri, bottigli di vino, maglione, scala.

ramo di cipresso.
r amo ci presso
amo presso . pressi amo . ci pressiamo . ci amiamo presso .
r amo . "er" amo . erriamo . erriamoci . ci erri . ci erriamo . ci eri amo . ci eri am-ore .
c'era amore presso am-ore.

( a volte oltre alla grammatica e al senso delle parole o lettere si può sfruttare il suono, o la pronuncia, sia in italiano che in altre lingue. )

2 targhe
due targhet . 2t . tar-ghet . tra 2 targhet .
2 punti di arrivo . terra-luna . tra terra e luna . tra realtà e fantasia .

( altre volte possiamo sfruttare l'incorrettezza grammaticale ( giustificata dalla lingua pidgin ). infatti targhet cosi scritto non esiste, ma pronunciato è cmq il target inglese. dal quale possiamo prendere il senso di obbiettivo/punto d'arrivo. )

aspirapolvere
aspirazione .
pol-vere .
aspirazioni vere di che? di pol-vere . polvere di stelle? polvere di luna? polveri non vere?
a] spira [ polvere .
spira polvere d'aspirazione . spira polvere d'aspirazion vera .

cartello
cartelo . carte-telo . telo di carta . carta-telo .
cartatelo il telo di carta . incarta .
incartat' il tel' di c'art . inc-art-at' il tel' di c' art .
in art, cartel .

casco
un casco per cadere/inciampare a caso. nelle strade. nelle situazioni.

bicchieri
bic-chi-eri .
a-bi-c- del chi eri .
dal vuoto % al pieno % al mezzo % , pieno o vuoto?
l'a-bi-c- del chi eri dal punto di vista dei punti di vista.

( questo andrebbe spiegato un po. intanto al posto dei segni % ci vanno 3 bicchieri disegnati, nell'ordine vuoto, pieno, e mezzo pieno/vuoto. la riflessione va in questa direzione: nasciamo vuoti, come il bicchiere, pronti ad essere riempiti di conoscenze. iniziamo a conoscere e possiamo interpretarlo come pienezza. dopodichè considerando che non si finisce mai d'imparare siamo sempre in una situazione di mezzo. qui entra in gioco il classico "punto di vista", come lo vedi il bicchiere? mezzo pieno o mezzo vuoto? quindi l'ultima frase potrebbe voler dire, che punto di vista avevi sul mezzo bicchiere pieno/vuoto prima di....avvenimento/esperienza/riflessione/ecc? )

bottiglia di vino
botti-gli-a divino . batti-la-ali divine . di-wine .
bottiglia di vino, bottiglia divina . divina bottiglia di vino .
batti le ali di-wine con la divina bottiglia di vino.

maglione
maglia di one-----------> one va letto letteralmente, non in inglese.
one= uno in lingua pidgin . ----->maglia di uno
non abbiamo nessuna informazione sul maglione trovato. ma lui, nel suo nome ci da l'unica informazione certa. una certa informazione certa .

scala
s-cala . scalar . sc-alar .
cala una scala, dal cielo d' am-ore, cosi per salir e poter alar, nell' ar che terra e luna separ .

mono ciclo
moon ciclo- moon cycle


PIDGIN BAGGAGE FOR THE MOON

l'idea è questa:

trovare modi di esprimere gli oggetti-bagaglio che troviamo per strada per imprimerli nell'immaginario collettivo. è l'unico modo di riportare con noi gli oggetti dell' am-ore.

a me viene in mente di giocare con le parole, sia con il senso che con la grammatica. scomporre e ricomporre i nomi dei nostri oggetti può portare a frasi, riflessioni, annunci e altro. ma ovviamente se trovassimo anche altri modi di esprimere questi oggetti il nostro bagaglio s'arricchirebbe..quindi damose da fa!

l'oggetto fisico dopo un'operazione di astrazione perde la sua concretezza e unicità materiale e si fa senso.

operando nel non senso possiamo scoprire e imparare un nuovo senso. un altro senso.


altro senso . senso altro . senz'altro .

in altro senso, un senso altro, senz'altro!


sabato 23 aprile 2011

cicliche riflessioni

una notte un monociclo...metafora della vita


Mono - Ciclo = unico – giro

Lui questa notte ha voluto dirci qualcosa, ha provato a insegnarci qualcosa. Col suo nome ci dice che la vita è un unico giro, un giro ampio s’intende, non proprio una pedalata, al cui interno come noto ci sono 360 gradi, a indicare la moltitudine dei punti di vista,­­­­ delle strade da poter intraprendere e degli orizzonti da poter osservare. Ed essendo unico, bè si, dobbiamo provarlo!

Se lo guardi ti incuriosisce, è divertente un pò strano e sembra anche facile. Viene voglia di provarlo, ma non sai… qualcuno ha qualche resistenza all’inizio. pensandoci però lui è qui ora, e non sai quando potrà ricapitarti e alla fine, provi! Sali ed è un casino! difficile, scomodo, innaturale, ti da la sensazione che il tuo corpo non sia più uno! Ma viene diviso in parti, da questo oggetto che in un certo senso, ti smonta. Le gambe vanno avanti e il corpo resta indietro, intanto la testa fa altri giri ancora e ti rendi conto che coordinare i vari pezzi di te richiede un controllo che credevi di avere, ma che ora hai perso… Aggrappato con tutto il peso e le forze a qualcuno, cerchi di restare su, sfidi la difficoltà, insieme a qualche legge fisica e cerchi di ricomporti su questo strano oggetto… Come a dire che da quando vieni al mondo e inizi a partecipare al giro della vita, sei nulla, ti azzeri, o comunque è dallo zero che inizi, e devi cercare di comporti, di conoscerti, di ascoltarti, nel corpo e nella mente, con l’aiuto delle persone, costruendo il tuo equilibrio.

L’Equilibrio…

Appena Sali su, non ce l’hai, per quanto ti è distante ed estraneo in quel momento potresti quasi dire che non sai cos’è, l’equilibrio. Una cosa che cerchi, ma non sai bene come raggiungere… che anche con qualche dritta tecnica resta complessa, eppure cosi semplice nel suo essere. E dunque la soluzione, il modo per raggiungere tale obbiettivo, pare essere la pratica, semplicemente, nient’altro che la pratica, e il tuo corpo s’adatterà col tempo e spontaneamente a quell’aggeggio... Avrai piccoli momenti d’equilibrio, poi cadrai e dovrai ripartire, semplicemente ripartire, sempre con lo stesso scopo, l’equilibrio…

Ma l’equilibrio quando lo trovi, quando ce l’hai, cos’è? Come lo definisci? Punto d’arrivo? Ossia stasi? Non può essere… Se provi a stare fermo, cadi, ti sbilanci e cadi e l’equilibrio che avevi appena trovato, lo perdi, così! Allora stasi ed equilibrio non sono la stessa cosa, non qui, non in questa sede…forse in ambito scientifico…ma non qui, ricordiamoci che siamo sulla luna… e forse quello che cerchiamo noi è l’equilibrio in movimento, qualcosa che ci dia stabilità ma che ci permetta di procedere in avanti, senza fermarci… e per arrivare a questo abbiamo bisogno di sbandamenti, di deviazioni continue a cavallo di un punto fisso, del punto fermo, della stasi.

Dobbiamo muoverci intorno al centro, come la ruota e il suo asse, o la terra e il suo sole…

In questo senso il monociclo o la vita, che abbiamo stabilito essere la stessa cosa, ci invita ad accettare gli sbandamenti, le deviazioni, gli squilibri e i cambi di direzione che di tanto in tanto tutti noi sperimentiamo e riconoscere che sono necessari, per poter andare avanti, per trovare l’equilibrio in movimento e continuare a girare.