mercoledì 22 giugno 2011

Verso una società meticcia..

Tra le cose da portare sulla Luna, per esempio dei libri piuttosto che foto o ricette, c'è una cosa che invece vale davvero la pena dimenticare a casa, sulla Terra, ben chiusa in cassetto. La paura e il pregiudizio.
La paura dello straniero (che a detta di antropologi, etologi e sociologi sarebbe un comportamento innato e inconscio dell'uomo), o semplicemente la diffidenza verso il diverso - ad esempio un cieco o un sordo o un muto - o ancora l'insofferenza per la sola presenza fisica di un altro in cui apparentemente non ti ci rispecchi...E bisogna dimenticare a casa anche tutti i pregiudizi che ogni giorno alimentano questa fiammella di intolleranza ed egoismo.
Ciò che ogni giorno si può constatare, infatti, è che pur essendo aumentate le possibilità di incontro, di convivenza con la diversità e di conoscenza reciproca, e pur essendo, quella in cui viviamo, una società sempre più meticcia, lo straniero fa ancora paura, suscita reazioni prevalentemente negative, che troppo spesso i media contribuiscono ad alimentare.
Ma non per tutti..
Se una volta sbarcati sulla Luna dovremmo ricominciare tutto da zero sarebbe bello che la società lunare non fosse a conoscenza di quel qualcosa che sulla Terra a volte ci impediva di instaurare relazioni e aprirsi all'altro perché era un forestiero o un mendicante o un cieco o semplicemente non eri te stesso riflesso in uno specchio. E ricordarsi invece di quanto possa arricchire un incontro imprevisto e inaspettato visto che la diversità è una bellissima caratteristica dell'umanità intera..

P.s. Per chi vuole dare un'occhiata, questo è un sito interessante.. un movimento di cui fa parte un mio amico biologo: http://www.pensierometiccio.it

tutte le cose per portare sulla luna

sabato 18 giugno 2011

Il viaggio sulla Luna di Luciano di Samosata

Verso il mezzodì, sparita l'isola, un improvviso turbine roteò la nave, e la sollevò quasi tremila stadi in alto, né più la depose sul mare: ma così sospesa in aria, un vento, che gonfiava tutte le vele, la portava. Sette giorni e altrettante notti corremmo per l'aria; nell'ottavo vedemmo una gran terra nell'aria, a forma di un'isola, lucente, sferica, e di grande splendore. Avvicinatici e approdati scendemmo: e riguardando il paese, lo troviamo abitato e coltivato. Di giorno non vedemmo niente di là; ma di notte ci apparvero altre isole vicine, quali più grandi, quali più piccole, del colore del fuoco, e un'altra terra giù, che aveva città, e fiumi, e mari, e selve, e monti: e pensammo fosse questa che noi abitiamo.

Avendo voluto addentrarci nel paese fummo scontrati e presi dagl'Ippogrifi, come colà si chiamano. Questi Ippogrifi sono uomini che vanno sopra grandi grifi, come su cavalli alati: i grifi sono grandi, e la più parte a tre teste: e se volete sapere quanto son grandi immaginate che hanno le penne più lunghe e più massicce d'un albero d'un galeone. Questi Ippogrifi dunque hanno ordine di andare scorrazzando intorno alla terra, e se incontrano forestieri, di menarli dal re: onde ci prendono e ci menano da lui.

Il quale vedendoci e giudicandone ai panni, disse: Ebbene, o forestieri, siete voi Greci? E rispondendo noi di sì: E come, ci dimandò, siete qui giunti, valicato tanto spazio d'aria? Noi gli contammo per filo ogni cosa; ed egli ci narrò ancora dei fatti suoi, come egli era uomo, a nome Endimione, e come una volta mentre dormiva fu rapito dalla nostra terra, e venne qui, e fu re del paese Questa, egli disse, è quella terra che voi vedete di laggiù e chiamate la Luna. State di buon animo, e non sospettate di nessun pericolo, ché non mancherete di tutte le cose necessarie. Se condurrò a buon fine la guerra che ora faccio agli abitanti del Sole, voi vivrete presso di me una vita felicissima.

.......

Noi lo stesso giorno siamo condotti nel Sole con le mani dietro il dorso legate da un filo di ragnatela. Pensarono non di espugnare la città, ma ritiratisi fecero un muro nell'aria frapposta, sicché i raggi del Sole non giungevano più alla Luna. Il muro era ben grosso e di nuvole: onde ne venne una totale ecclissi della luna, che fu tutta ricoperta di una fitta oscurità. Sforzato così Endimione mandò ambasciatori a pregare di togliere quel muro e non farli vivere così nelle tenebre; promise di pagare un tributo, di mandar aiuti e di non far più guerra; e per questo offrì anche ostaggi. Fetonte due volte tenne consiglio coi suoi: nel primo giorno non vollero udire accordi, tanto erano sdegnati; ma il giorno appresso fu deciso altrimenti, e fu fatta la pace con queste condizioni.

Questi sono i patti della pace " che fecero i Solani e gli alleati loro coi Lunari e i loro alleati: che a i Solani diroccheranno il muro, e non irromperanno più nella Luna; renderanno i prigionieri per le taglie che saranno convenute; che i Lunari lasceranno libere le altre stelle governarsi da sé, non porteranno le armi contro i Solani, ma li aiuteranno e combatteranno con loro se qualcuno li assalirà; ogni anno il re dei Lunari pagherà un tributo al re dei Solani in diecimila anfore di rugiada, e però saranno dati diecimila ostaggi; la Colonia in Espero sarà mandata in comune, e potrà andarvi chiunque altro vorrà. Questi patti saranno scritti sopra una colonna d'elettro piantata nell'aria ai confini dei due regni. Li giurarono da parte dei Solani l'Infocato, l'Accalorato, l'Infiammato; e da parte dei Lunari il Notturno, il Mensuale, il Rilucente " .

Così fu fatta la pace, demolito il muro, e noi con altri prigionieri restituiti. Quando tornammo nella Luna ci vennero incontro ad abbracciarci con molte lacrime i compagni e lo stesso Endimione, il quale ci pregò di rimanere con lui, e di far parte della Colonia, promettendomi in moglie il figliuol suo, perché lì non ci sono donne. Ma io non mi lasciai persuadere, e lo pregai ci rimandasse giù nel mare. Come egli vide che era impossibile persuadermi, ci convitò per sette giorni, e poi ci rimandò.

Durante la mia dimora nella Luna, vidi cose nuove e mirabili che voglio raccontare. Prima di tutto là non nascono dalle femmine ma dai maschi; fanno le nozze tra maschi; e di femmine non conoscono neppure il nome. Fino a venticinque anni ciascuno è moglie, dipoi è marito; ingravidano non nel ventre, ma nei polpacci delle gambe; concepito l'embrione, la gamba ingrossa; e venuto il tempo vi fanno un taglio, e ne cavano come un morticino, che espongono al vento con la bocca aperta, e così lo fanno vivo. E credo che di là i Greci hanno tratto il nome di ventregamba che danno al polpaccio, il quale lì diventa gravido invece del ventre.

Ma conterò una cosa più mirabile di questa. È quivi una specie di uomini detti Arborei, che nascono a questo modo. Tagliano il testicolo destro d'un uomo, e lo piantano in terra: ne nasce un albero grandissimo, carnoso, a forma d'un fallo, con rami e fronde, e per frutti ghiande della grossezza d'un cubito. Quando queste sono mature, le raccolgono e ne cavano gli uomini. Hanno i genitali posticci; alcuni di avorio, i poveri di legno, e con questi si mescolano e si sollazzano coi loro garzoni. Quando l'uomo invecchia non muore, ma come fumo vanisce nell'aria. Il cibo per tutti è lo stesso: accendono il fuoco, e su la brace arrostiscono ranocchi, dei quali hanno una gran quantità che volano per aria; e mentre cuoce l'arrosto, seduti in cerchio, come intorno a una mensa, leccano l'odoroso fumo e scialano. E questo è il cibo loro. Per bere poi spremono l'aria in un calice, e ne fanno uscire certo liquore come rugiada. Non orinano, né vanno di corpo, e non sono forati come noi, ma nella piegatura del ginocchio, sopra il polpaccio. È tenuto bello fra loro chi è calvo e senza chiome: i chiomati vi sono aborriti; per contrario nella Cometa i chiomati sono tenuti belli, come mi fu detto da alcuni che c'erano stati.

Hanno i peli un po' sopra il ginocchio, non hanno unghie ai piedi, ma un solo dito tutti. Sul codrione a ciascuno nasce un cavoletto, a guisa di coda, sempre fiorito, che, se anche uno cade supino, non si rompe. Quando si soffiano il naso cacciano un miele molto agro, e quando fanno qualche fatica o esercizio da tutto il corpo sudano latte, dal quale fanno formaggio con poche gocciole di miele. Dalle cipolle spremono un olio denso e fragrante, come unguento. Hanno molte viti che producono acqua; i grappoli hanno gli acini come grandini; e io penso che quando qualche vento scuote quelle viti, si spiccano quegli acini, e cade fra noi la grandine. La pancia loro è come un carniere, vi ripongono ogni cosa, l'aprono e chiudono a piacere, e non vi si vede né interiora né fegato, ma una cavità pelosa e vellosa, per modo che i bimbi quando hanno freddo vi si appiattano dentro. Le vesti i ricchi le fanno di vetro mollissimo, i poveri di rame tessuto; ché nel paese è molto rame, e lo lavorano, spruzzandovi acqua, come la lana. Che specie di occhi hanno, ho un po' di vergogna a dirlo, perché temo di esser tenuto bugiardo, ma pur lo dirò. Hanno gli occhi levatoi, e chi vuole se li cava e se li serba quando non ha bisogno vedere; poi li pone, e vede. Molti avendo perduti i loro se li fanno prestare per vedere, e i ricchi ne hanno le provviste. Le orecchie poi sono fronde di platano; quelli che sbocciano dalle ghiande le hanno di legno.

E un altra meraviglia vidi nella reggia. Un grandissimo specchio sta sopra un pozzo non molto profondo; chi scende nel pozzo ode tutte le parole che si dicono da noi sulla terra; e chi riguarda nello specchio vede tutte le città e i popoli, come se li avesse innanzi: e io ci vidi tutti i miei, e il mio paese: se essi videro me non saprei accertarlo. Chi non crede tutte queste cose, se mai monterà lassù, saprà come io dico il vero.


giovedì 16 giugno 2011

Metropoliz_16/6/11...e la Luna passò...


The sound of Silence




martedì 14 giugno 2011

camere d'aria?

Sonata al Chiaro di Luna

Canzoniere Lunare

Da ascoltare, suonare, cantare, ballare.
Dedicate alla Luna e alla nostra notte d'eclissi, se qualcuno sa suonare la chitarra la porti!



Yo no me he tomado
Pero me voy a tomar un traguito ahora
Y se que lo que mas espero
Lo mas que se me enamora

Tres, siete, diez
Ya no me ves
Pero se aleja
Digo tu nombre
Ya sab(e)ras quien es
Soy el perro a tus pies
Que te muerde la costilla
La entreabría y la
luna se sienta en su silla

¿Qué tomas
lunita y porqué estas tan amarilla?
Bueno, ya estoy cansada y mis hijas ya me llaman viejita
El pelo tan seco y mi piel ya no brilla
Pero el mundo es tuyo, esta noche eres mía

Así que…
Quédate, quédate
luna
Quédate, quédate
luna
Quédate, quédate
luna
Quédate, quédate
luna

Mira a dios en el aire, mira a dios en el mar
Yo te doy toda mi vida para oírte cantar
Oye a dios en el viento, prueba a dios en la piel
Dios vive afuera y adentro también

Dímelo, dímelo
luna
Dímelo, dímelo
luna
Dímelo, dímelo
luna
Dímelo, dímelo
luna
Dímelo, dímelo
luna
Dímelo, dímelo
luna
Dímelo, dímelo
luna
Dímelo, dímelo
luna

Yo no me he tomado
Pero me voy a tomar un traguito ahora
Y se que lo que mas espero
Lo mas que se me enamora




I go out walkin'
After midnight

Out in the
moonlight
Just like we used to do
I'm always walkin'
After midnight
searching for you
I walk for miles
Along the highway

Well that's just my way of saying I love you
I'm always walkin'
After midnight
Searching for you
I stopped to see a weeping willow
Cryin' on his pillow
Maybe he's crying for me
And as the skies turn gloomy
Night winds whisper to me
I'm lonesome as I can be
I go out walkin'
After midnight
Out in the
moonlight
Just hoping you may be
Somewhere walkin'
After midnight
Searching for me
I stopped to see a weeping willow
Crying on his pillow
Maybe he's crying for me
And as the skies turn gloomy
Night winds whisper to me
I'm lonesome as I can be
I'm out walkin'
After midnight
Out in the
moonlight
Just hoping you may be
Somewhere walkin'
After midnight
Searching for me




I saw it written and I saw it say
Pink moon is on its way
And none of you stand so tall
Pink moon gonna get you all
It's a pink moon
Hey, it's a pink moon
It's a pink, pink, pink, pink, pink moon.
It's a pink, pink, pink, pink, pink moon.

I saw it written and I saw it say
Pink moon is on its way
And none of you stand so tall
Pink moon gonna get you all
It's a pink moon
Yeah, it's a pink moon





I sucked the moon
I spoke too soon
And how much did it cost
I was dropped from
The moonbeam
And sailed on shooting stars

Maybe you'll
Be president
But know right from wrong
Or in the flood
You'll build an Ark

And sail us to the moon
Sail us to the moon
Sail us to the moon
Sail us to the moon



Ma soprattutto.....



All that you touch
and all that you see
All that you taste
All you feel.
and all that you love
and all that you hate
All you distrust
All you save.
and all that you give
and all that you deal
and all that you buy,
beg, borrow or steal.
and all you create
and all you destroy
and all that you do
and all that you say.
and all that you eat
And everyone you meet
and all that you slight
And everyone you fight.
and all that is now
and all that is gone
and all that's to come
and everything under the sun is in tune
but the sun is eclipsed by the moon.



Se ne vogliamo suonare e cantare qualcuna che ognun* stampi il testo e qualche chitarrier* gli accordi!


domenica 12 giugno 2011

MARTEDì 14 GIUGNO & MERCOLEDì 15 GIUGNO


Martedì 14

Ultima MOONWALK

Partenza da Piazza del Quarticciolo ORE 00,00

L'ultima camminata fino alla piattaforma di partenza del razzo!

PER CHI DEVE PORTARE MATERIALE PER IL LUNAPARK....

....Appuntamento ore 22,30 a Metropoliz!


Mercoledì 15

LUNA PARK con ECLISSI
ORE 19,00 a METROPOLIZ
(VIA PRENESTINA 913)

APRE IL PIDGIN LUNA PARK!

CON CENA METICCIA, GIOCHI, LABIRINTI, ECLISSI LUNARI, ZONE ANTIGRAVITAZIONALI, GIOCOLIERI, MUSICISTI, POETI, CANTANTI, CANDELE, LED, VIDEO, AUDIO, TESTI, RACCONTI, FOTO e TANTE SORPRESE!
E ALLA FINE SI FANNO I BAGAGLI:
MANDEREMO SULLA LUNA TUTTO QUELLO DI CUI AVREMO BISOGNO UNA VOLTA Lì
SE ANCHE VOI NON NE POTETE PIù DELLA TERRA E VOLETE VENIRE CON NOI è UN APPUNTAMENTO DA NON PERDERE!
PER INFO:



Freedom Corner

qualche sera fa ho conosciuto andrea, se la suonava e se la cantava al csoa la strada..l'ho trovato interessante e abbastanza fuori dal comune..quasi lunare potrei dire..gli ho proposto di venire a suonare con noi mercoledi al metropoliz..vi lascio il suo blog, e la sua pagina youtube, cosi potete vedere di che si tratta ed esprimere un parere!


giovedì 9 giugno 2011

ECLISSI DI PANE


avete presente il pane carasau che si fa in sardegna?
la sua superficie a bolle e crateri è molto geografica e molto lunare
pensavo che ognuno potrebbe incorporare la sua luna di carasau
mangiandone poca alla volta, molto lentamente
accompagnando l'intera durata dell'eclissi lunare del 15 sera
quando l'eclisse sarà totale anche l'ultima briciola sarà incorporata
è una grande ostia da cosumare in bocca per alcune ore

volevo poi ricordarvi che il 15 giugno sono successe queste cose:
  • 763 a.C. - Gli Assiri registrano un'eclissi solare

  • 1099 - L'esercito crociato conquista Gerusalemme

  • 1215 - Re Giovanni d'Inghilterra appone il sigillo reale sulla Magna Carta

  • 1520 - Papa Leone X minaccia di scomunicare Martin Lutero

  • 1616 - Pacifique Duplessis apre la prima scuola per bambini pellerossa in Canada, a Tadoussac

  • 1844 - Charles Goodyear ottiene un brevetto per il suo processo di rafforzamento della gomma

  • 1864  Viene fondata la Croce Rossa Italiana,

  • 1869 - John Wesley Hyatt brevetta la celluloide

  • 1919 - John Alcock e Arthur Brown completano il primo volo transatlantico atterrando a Clifden, Irlanda

  • 1959 - Italia: viene emanato il primo Testo unico del Codice della strada

  • 1978 - Giovanni Leone si dimette dalla carica di sesto presidente della Repubblica italiana

  • 2011 - Eclissi totale di luna
  • AAA camere d aria cercasi

    BETTA > n 2 buste della spesa di Camere d'aria...

    prelevate dalla Ciclofficina Don Chisciotte Ex Snia. sono molte ma forse non abbastanza. chi abita nei paraggi di una ciclofficina magari puo farsi carico di prenderne il piu possibile, rotte ovviamente.
    noi intanto proviamo a fare dei prototipi.
    ciclofficine di roma {clicca per vedere dove sono} invito ad andare anche dal biciclettaio sotto casa e fare un grosso sorriso.

    per renderci conto del materiale che stiamo raccogliendo farei una lista di chi e riuscito a rimediare cosa.
    delle lanterne ancora nessuna notizia. oggi passo a piazza vittorio.

    PS. VI RICORDATE DI METTERE ME ED ALESSIO IN MAILINGLIST ?

    TOK PISIN [Talk Pidgin]


    In Papua Nuova Guinea esistono centinaia di gruppi etnici indigeni: il più numeroso è rappresentato dai papuani i cui antenati giunsero in Nuova Guinea decine di migliaia di anni fa (gli storici ritengono che 50.000 anni fa fosse abitata da popolazioni asiatiche).

    La restante parte della popolazione è abitata da austronesiani - i cui antenati giunsero nella regione meno di 4.000 anni fa; infine vi sono minoranze di cinesi, europei, australiani, filippini, indiani e cingalesi.


    Il Tok Pisin (tok = parola pisin = pidgin) è la lingua più diffusa in Papua Nuova Guinea; con più di 100.000 parlanti madrelingua e 4 milioni di parlanti che la usano come seconda lingua, il Tok Pisin è una delle tre lingue ufficiali (inglese, Tok Pisin, hiri motu). Nasce all'epoca in cui gli abitantiu di diverse isole del Pacifico, parlanti lingue diverse, furono impiegate nelle piantagioni del Queensland (Australia) e di diverse isole dell'Oceania. Per comunicare tra loro queste persone cominciarono a sviluppare un pidgin, basato essenzialmente sull'inglese con l'aggiunta di termini dal tedesco, dal portoghese e dalle lingue austronesiane parlate dagli isolani.

    Tale pidgin diventò così il Tok Pisin.


    Il Tok Pisin è usato anche dai mezzi di comunicazione e nell'attività di governo; in alcune scuole elementari è lingua d'insegnamento nei primi tre anni di frequenza.

    mercoledì 8 giugno 2011

    INFORMA D'ACQUA


    8-9-10-11 GIUGNO
    STRADART "INFORMA D'ACQUA
    "
    Un'esposizione di disegni, dipinti, fotografie, sculture e installazioni accompagnerà Stradart "Informa d'acqua": una rassegna artistica dedicata all'acqua, all'ambiente e all'informazione in vista dell’appuntamento referendario del 12 e 13 giugno.
    Quattro giornate in cui si alterneranno spettacoli di teatro, presentazioni di libri, performace artistiche e musica dal vivo per creare un'atmosfera di socialità e di stimolo creativo. Un momento di riflessione su temi di attualità e soprattutto un luogo di arte e divertimento per una cultura autosostenibile e informata.
    Il tutto avrà luogo nel centro sociale "La Strada" in via Passino 24, nello storico quartiere della Garbatella.
    Ingresso: 5 euro (per chi partecipa a più di una serata sono previste riduzioni)

    Per info: 06-51436006 stradart.it


    poesie di vulcano moon walk

    l'anno scorso l'ultima notte del corso era luna piena
    eravamo in una fattoria di pastori sardi vicino a lanuvio
    alle pendici del vulcano tutti avevano portato una poesia
    le trovate qui
    http://corridoipedestri.blogspot.com/p/parole.html
    si potrebbero unire a quelle che via via stiamo accogliendo
    magari stamparle e avercele in tasca per quando camminiamo
    in quet'ultima notte di eclisse lunare del 15

    se poi volete vedere l'ultima camminata dell'anno scorso
    qui trovate il racconto di camila
    http://corridoipedestri.blogspot.com/2010/07/vulcano-moon-walk.html

    martedì 7 giugno 2011

    DUERME DUERME NEGRITO

    una ninna nanna chilena di victor jara

    Duerme, duerme, negrito
    Que tu mama está en el campo, negrito
    Duerme, duerme, negrito
    Que tu mama eta en el campo, negrito.

    Te va a traer condonices para ti
    Te va a traer rica fruta para ti
    Te va a traer carne de cerdo para ti
    Te va a traer muchas cosas para ti

    Y si el negro no se duerme
    Viene el diablo blanco y ¡zas!...
    Le come la patita checapumba
    Checapumba, apumba checapum.

    Duerme, duerme, negrito
    Que tu mama eta en el campo, negrito.

    Trabajando sí
    Trabajando duramente
    Trabajando sí
    Trabajando y va de luto
    Trabajando sí
    Trabajando y no le pagan
    Trabajando sí
    Trabajando y va tosiendo
    Trabajando sí
    Pal negrito chiquitito
    Pal negrito sí
    Trabajando sí
    Trabajando sí.

    Le parole che scrivo

    ne ho prese alcune e ci attraverso la città

    Come il coltello nella pancia

    E' notte e c'è la luna,
    un palloncino vola,
    e una tartaruga è nel mare.
    C'è un fungo vicino al mare.
    Poi la balena mangia il tonno.
    Poi il figlio del tonno è triste,
    fa male il cuore, come il coltello nella pancia,
    è spaventato e scappa via.

    Salaad, Basha, Amina, Habiba e Zahra-Somalia


    LA NOTTE


    Il giorno lavoriamo molto,
    torniamo stanchi a casa
    dormiamo bene nella nostra
    notte. Non ricordiamo, la fatica
    non sentiamo, la fatica...
    Sento una grande gioia
    in cima a un grande dolore.
    Nella notte profonda
    vedo le stelle.
    Ricordo l'amore,
    la pace di notte.

    Garad-Somalia


    Nella notte
    profonda
    abbaiano, i cani.
    Tic, tac...tic tac.
    Strillano, gli insetti
    Tic, tac...Tic, tac
    Sfilano, i pensieri.
    Tic tac...Tic tac.
    E poi
    un aereo
    lontano...
    Tic tac...Tic tac.
    Buio.

    Sinti-Etiopia


    La nostra notte
    una brutta notte,
    quando io dormo
    con i miei amici
    mentre lasciamo
    il nostro paese.
    Dormiamo sotto un albero,
    verso mezzanotte
    io ho fatto un incubo
    e i miei amici dicono:
    "Prega! Prega!"
    Ma non ho capito dove siamo,
    dopo mi sveglio.
    E capisco che era un sogno.
    Poi non dormiamo ancora.
    In pratica, cominciamo a camminare.

    Tekle-Eritrea


    Gioco, rido
    con i miei amici
    non sono disperato
    per il futuro
    consolo la mia vita
    da solo
    vado avanti di notte
    con il giorno
    basta così sempre...
    sogno
    semplicemente
    perchè no?
    sono vero...
    faccio un miracolo
    mi credi...
    non essere pessimista
    non essere disperato
    essere felice

    Tesfit-Eritrea


    NINNA NANNE

    Huwaa ya huwaa
    l mamma non c'è,
    va dal nord al sud
    ha portato con sè le sue scarpe,
    cammina dondolando.
    Chissà, avrà incontrato una iena?
    Chissà, avrà dormito sotto un albero?
    Chissà, se sarà caduta
    nelle grinfie di un cammeliere.
    Sonno, sonno, vieni
    dolce sonno vieni,
    il sonno che hai lo sento anche io.
    Huwaa ya huwaa

    Somalia


    Mamma, il tempo viene,
    viene tra un po',
    porta i giochi e tante cose,
    porta con sé le oche,
    le oche e le anatre
    che fanno qua qua qua

    Palestina


    Vieni, oh, sonno,
    vieni e addormenta i bambini,
    i bambini che vogliono il latte,
    il latte della mucca,
    e la mucca che vuole l'erba,
    l'erba della montagna,
    e la montagna che vuole la pioggia, la pioggia del cielo,
    aria, aria, aria.
    Oh pioggia, scendi, scendi, scendi.

    Sudan


    SOGNI

    Ieri notte ho fatto un bel sogno,
    io sogno con amici io
    parlo la lingua italiana bene.
    Un amico dice:"Bravo Rashid,
    adesso giusto!" Io dico, "Grazie!"
    Dopo io mi sveglio,
    poi arrivo a scuola.

    Rashid-Sudan


    Io sogno durante il mio dormire
    la sera. Io mi sono arricchito,
    io ho tante macchine, tante
    case, tanti soldi, una moglie
    bellissima ho sposato, dopo
    il giardino a casa mia ha erba verde
    e io sono seduto sul giardino,
    avevo un cappuccino,
    mangiavo uva e pistacchi.
    Mio figlio è vicino al giardino,
    ha una bambola e non piange.
    Ho una giacchetta nera, un
    cappello rosso. Il cielo è stellato,
    blu. La luna è chiara. Tutto a casa
    mia è silenzioso. Quando
    mi sveglio a casa mia è
    sovraffollata, non c'è moglie, non
    c'è figlio, non c'è soldi, ho guardato
    sotto al materasso subito!
    Che sogno mio! Ma no!

    Omar Abdullahi-Somalia






    MERCOLEDI' 8 GIUGNO 2011

    H 14 Appuntamento a Metropoliz.
    La giornata di domani è pensata affinchè ognuno continui a misurare i propri spazi, trarre le sue ispirazioni, ripensare al cammino in vista del finale...
    Ognuno si senta assolutamente libero di prendersi il tempo desiderato.
    Ritrovarsi tutti servirà soprattutto per continuare la condivisione e la coordinazione dei "gruppi di lavoro"...
    A domani,
    buon lavoro!



    iniziate a prepararvi psicologicamente al rituale dell'ultima notte di luna piena...

    SOPRALLUOGO A METROPOLIS

    Mercoledì scorso, quando abbiamo parlato dei gruppi di lavoro sul tetto, ci siamo dati un appuntamento mercoledì 8 alle ore 14 a Metropoliz per capire come e dove costruire le nostre installazioni e per parlarne un pò con i passeggeri di prima classe del razzo (gli abitanti).
    Siamo tutti effettivamente disponibili?
    Cerchiamo di fare delle richieste precise con il materiale che serve ad ogni gruppo così magari domani, armati di computer, riusciamo a scambiarci ciò che abbiamo.

    Al gruppo incontri serve qualsiasi materiale (disegni, parole, foto) che racconti gli incontri lungo il cammino dal primo giorno a Piazza Vittorio all'ultima notte al Quarticciolo.
    Chiunque abbia materiale su Giocatori di Bingo, Djs Improvvisati, Ragazze Ubriache, Trans Thailandesi, Collettivi Orizzontali, Occupanti di Cinema, Suonatrici di Fisarmonica, Svizzeri Nottambuli, Gruppi Musicali Sotterranei, Atleti Mattinieri, Ciclisti Anti Telecamere, Cocainomani Superloquaci (solo per fare qualche esempio) lo posti sul blog oppure lo invii a costanzacoletti@gmail.com!

    Inoltre a noi serve una buona collaborazione con il gruppo luci: verrete?

    Cerchiamo di organizzarci, anche per gruppi, in modo da rendere domani una giornata produttiva. La luna piena è sempre più vicina!

    sabato 4 giugno 2011

    La luna nello stagno!

    I Raccontastorie n°6 - La luna nello stagno 6-7

    Labirinto

    Il labirinto rappresenta il nostro percorso verso la luna, fatto di incontri, parole, relazioni e immagini ma anche abbagli, inciampi, riflessi, errori e illusioni.

    Labirinto come zona performativa ed espositiva.

    L’esposizione racconta alcuni dei luoghi visitati nelle notti e li connette tramite un percorso.

    Il sentiero sarà accidentato, pieno di oggetti e parole luccicanti che vi distrarranno dal logico filo conduttore dei luoghi e degli eventi.

    Il percorso raccontato nel percorso si compone di tappe piene di significato. La loro importanza è espressa nelle parole delle persone che abbiamo incontrato. Da loro abbiamo imparato nuovi nomi per strade e piazze, vecchie parole per invocare la luna, modi diversi di guardare il cielo e la terra.

    Nel labirinto ci saranno: immagini; cibi da toccare; parole luminose; specchi; giochi di ombre; misteriose creature lunare che intrigandovi trasformeranno anche voi ( vi dipingiamo la faccia d’argento).

    Per l’istallazione sono necessari: teli/tende lunari, fili colorati, pittura brillante, trucchi per la faccia, porporina argentata, specchi rotti, pidgin cibi, luci/faretti/led….

    Inoltre abbiamo bisogno di collaboratori e dell’aiuto di tutti!!!! Se volete, siamo alla ricerca di materiale audio, video, foto, parole, disegni e racconti degli incontri fatti durante la notte… Ogni contributo è ben accetto!!!

    venerdì 3 giugno 2011

    PIDGIN WALK. From Piazza Vittorio to the Moon!




    Mentre prepariamo la nostra valigia da portare sulla Luna, per non dimenticare da dove siamo partiti - o, volendo, per far conoscere a chiunque incontreremo lassù tutta la strada che abbiamo percorso durante il nostro viaggio, ma anche per realizzare uno strepitoso gioco dell'oca da imbarcare sul razzo - è stato formato un gruppo che realizzerà una mappa di tutte le camminate (pre)lunari...
    Innanzitutto per formare un gruppo serve più di una persona, per cui chiunque voglia contribuire alla realizzazione della mappa si può fare avanti! Però sono ben accette anche fotografie o altre immagini che invece possono essere fondamentali per costruire il tabellone del gioco dell'oca!!

    giovedì 2 giugno 2011

    Tonight DANCING ON THE MOON - one dollar per couple



    DeliriousLunaPark

    Astronauti. Nel 1903, l'anno in cui il nuovo ponte di Williamsburg inietta ancor più visitatori nel già più che sfruttato sistema di Coney Island, Frederic Thompson e Elmer Dundy aprono un secondo parco: Luna.
    Dundy è un genio delle finanze e un professionista dell'intrattenimento; ha esperienza di fiere, attrazioni e concessioni. Thompson è il primo importante outsider di Coney: non ha alcuna precedente esperienza con una qualunque attività destinata al divertimento. A ventisei anni ha lasciato la scuola di architettura frustrato dalla totale irrilevanza dei principi Beaux-Arts rispetto alle necessità della nuova epoca. E' il primo progettista professionista attivo sull'isola.
    Prendendo a prestito il modello del parco-enclave di Tilyou, Thompson gli conferisce un sistematico rigore intellettuale e un grado di concettualizzazione che pone a base della sua pianificazione, una volta per tutte, un consapevole fondamento di matrice architettonica. Steeplechase si isola dalla confuzione che la circonda nella maniera più letterale: con un muro.
    Thompson raddoppia l'isolamento di Luna Park, imponendovi un tema che racchiude l'intero sito entro un sistema di significati metaforici: la sua superficie dovrà essere "non di questo mondo" bensì un frammento della Luna. All'ingresso, i visitatori di Luna Park vengono trasformati in altrettanti astronauti posti in una bolla d'aria concettuale attraverso la quale tutti devono passare: "il viaggio verso la Luna sull'aeronave Luna IV...Una volta a bordo, le enormi ali della grande aeronave cominciano ad alzarsi e ad abbassarsi, il viaggio è iniziato davvero e la nave raggiunge rapidamente i 30 metri d'altezza. Il meravigloso e ampio panorama del mare circostante, di Manhattan e di Long Island, sembra indietreggiare mentre la nave sale verso l'alto.
    Le case si allontanano dalla vista finchè la terra scompare del tutto, mentre la luna si fa sempre più grande. Passando sopra il satellite lunare si ha modo di osservare la natura arida e desolata della sua superficie.
    L'aeronave si posa delicatamente, viene effettuato l'allunaggio e i passeggeri proseguono attraverso le fredde grotte della Luna..."
    In un unico gesto, l'intera struttura della realtà -le sue leggi, le sue aspettative, le sue interdizioni, mutuamente relazionate sulla terra- viene sospesa, e si crea un'assenza di gravità morale che risulta complementare alla letterale assenza di gravità che si è generata durante il viaggio sulla Luna.
    [Rem Koolhaas_Delirious New York]

    Lo sapevate?

    15 giugno 2011
    ECLISSI TOTALE DI LUNA!


    Sole Terra e Luna si troveranno allineati nello spazio e la Luna attraverserà il cono d’ombra che la Terra proietta nel lato opposto al Sole. La Luna Piena verrà intaccata da un’ombra scura e minacciosa, dai contorni lievemente sfumati che durante la fase totale avvolgerà tutto il nostro satellite naturale, colorandolo di un colore rosso scuro. L’uscita dalla fase di totalità sarà viceversa annunciata da una scheggia luminosa abbagliante della superficie lunare che piano piano si allarga, man mano che la zona scura si defila…


    • P1 = 19:24 : primo contatto penombra
    • U1 = 20:33 : primo contatto ombra
    • U2 = 21:23 : inizio fase totale
    • G = 22:13 : fase massima dell’eclissi
    • U3 = 23:04 : fine fase totale
    • U4 = 00:03 : ultimo contatto ombra
    • P4 = 01:30 : ultimo contatto penombra
    La Luna nel momento dell’eclissi transiterà in Ofiuco, la tredicesima costellazione perduta dagli astrologi, tra lo Scorpione e il Sagittario. L’Ofiuco, il cui nome deriva dal greco, vuol dire ‘Colui che tiene il serpente’ ed infatti la sua iconografia più nota è quella di un uomo che porta un serpente ed il cui corpo lo divide in due parti, la Coda del Serpente e la Testa del Serpente.
    (...)

    gruppi di lavoro

    Per la nottata conclusiva(o la partenza) al Metropoliz del 15 giugno, abbiamo iniziato a formare dei gruppi di lavoro per raccontare la nostra esperienza, le nostre camminate e per condividerle con gli abitanti del Metropoliz. i gruppi di lavoro fin'ora ipotizzati sono:
    LUCI (trovare un modo di istallare delle luci, che segnalino i percorsi, gli eventi...non so)
    Componenti: Pedro, Claudia, Alessio*
    VIDEO (montare i video del sordo, i testi del muto e l'audio del cieco, per raccontarci)
    Componenti: Alessio, Silvia, Marcello, Lidia
    CIBO: (cucinare per gli abitanti del Metropoliz, per condividere e ringraziarli dell'ospitalità)
    Componenti: Alexandra, Martin, Oya, Pedro*, Mateus, Marcos
    MAPPA: (fare una mappa, anche interattiva, delle nostre camminate)
    Componenti: Lucia
    FOTO: (Raccontarci)
    Componenti: Marcello*, Cristina, Luca
    INCONTRI: (raccontare gli incontri, gli inciampi nelle nostre camminate)
    Componenti: Flavia, Costanza, Betta, Claudia*
    FIENO: (?)
    Componenti: il Prof.

    (*)quelli contrassegnati fanno parte di due gruppi, o ancora devono decidere da che parte stare

    Ovviamente non tutti hanno aderito, ACCORRETE NUMEROSI, aggiungetevi ai gruppi, andate a sostentare i gruppi con pochi componenti e contattatevi tra voi. Se avete idee per altri gruppi di lavoro, scrivete!!! Necessario lo scambio di materiale per avere un lavoro più completo, non siate tirchi. Tutti coloro che hanno video, testi, foto, ricette, idee fateli pervenire al gruppo che se ne occupa.

    BUONA LUNA A TUTTI

    mercoledì 1 giugno 2011

    Nulla mai nell'universo va perduto. Le cose perse in terra, dove vanno a finire? Sulla Luna.
    La Luna quella notte passava proprio vicino alla montagna. Astolfo e san Giovanni Evangelista, salendo sul carro d'Elia, vedono il corno lunare farsi enorme e la terra, là in basso impicciolire, diventare una pallina. Per distinguervi i continenti e gli oceani, Astolfo deve aguzzare le ciglia.
    Passando la sfera del fuoco senzaa bruciarsi, entrano nella sfera della Luna, d'acciaio immacolato. La Luna è un mondo grande come il nostro, mari compresi. Vi sono fiumi, laghi, pianure, città, castelli, come da noi; eppure altri da quelli nostri.
    Tera e Luna, così come si scambiano dimensioni e immagine, così invertono le loro funzioni: vista di quassù, è la terra che può esser detta il mondo della Luna; se la ragione degli uomini è quassù che si conserva, vuol dire che sulla terra non è rimasta che pazzia.

    Non stette il duca a ricercare il tutto:
    che là non era asceso a quello effetto.
    Da l'apostolo santo fu condotto
    in un vallon fra due montagne istretto,
    ove mirabilmente era ridutto
    ciò che si perde e per nostro diffetto,
    o per colpa di tempo o di Fortuna:
    ciò che si perde di qui, là si raguna.
    Non pur di regni o di ricchezze parlo,
    in che la ruota istabile lavora;
    ma di quel ch'in poter di tor, di darlo
    non ha Fortuna, intender voglio ancora.
    Molta fama è la sù, che, come tarlo,
    il tempo a lungo andar qua giù divora:
    là su infiniti prieghi e voti stanno
    che da noi peccatori a Dio si fanno.
    Le lacrime e i sospiri degli amanti,
    l'inutil tempo che si perde a giuoco,
    e l'ozio lungo d'uomini ignoranti,
    vani disegni che non han mai loco,
    vani desider con tanti,
    che la più parte ingombran di quel loco:
    ciò che in somma qua giù perdesti mai,
    là su salendo ritrovar potrai.

    da Italo Calvino racconta l'Orlando Furioso